mercoledì 31.03.04 :: novità in casa driller :: posted by fufa
Gli Stayer, sotto le mentite spoglie della Stayer Total Noise Arkestra, hanno recentemente pubblicato la registrazione integrale del concerto tenuto in occasione del Sun Ra Tribute, nell'ormai lontano giugno 2001. Quasi mezz'ora di improvvisazione, fischi, ronzii, debordanti onde soniche immerse nel consueto wall of sound. Dilettanti geniali o solo cialtroni da strapazzo? Total free noise!
Info: www.stayertotalnoise.it
"Se pensate che la Terra sia noiosa... SPACE IS THE PLACE"
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mercoledì 07.01.04 :: snapcase :: posted by munnezza
Dopo essersi resi protagonisti di alcuni dei migliori e più influenti dischi hardcore che si ricordino (ci riferiamo in particolare a "Progression Through Unlearning", "Designs For Automotion" e al più recente "End Transmission"), gli Snapcase riescono allo scoperto per donarci il completamento del concept intrapreso nel precedente disco. In "Bright Flashes" sono ospitate, infatti, quelle canzoni misteriosamente mancanti in "End Transmission" , ma i cui testi apparivano nel libretto poiché parti integranti della storia. Si tratta, dunque, delle sei outtakes (se così le vogliamo chiamare) registrate durante le sessioni con Brian McTernan: stilisticamente le tracce sono in linea con il mood dell'ultimo studio album della band di Buffalo e si issano tutte su un livello medio-alto, ma ciò non impedisce alla meravigliosa New academy di spiccare tra le altre: fatico molto a capire perché un brano così sia stato escluso da "End Transmission". Di questi inediti, cinque sono normalmente inclusi in scaletta, il sesto (Testimony of an eyewitness), invece, è possibile scaricarlo da uno speciale sito Internet "nascosto" navigabile solo attraverso l'apposita traccia rom del cd e nel quale trovano posto anche altri interessanti contenuti, compreso il video di A synthesis of classic forms. Ma c'è di più: Daryl Taberski e soci hanno preferito non limitarsi a far uscire un ep tanto per ingannare l'attesa in vista di un futuro full lenght e - tra cover e versioni alternative di pezzi già editi - hanno aggiunto altre imperdibili chicche alla track list. Molto belli i remix in chiave elettronica di alcuni dei pezzi migliori estratti da quel capolavoro che è "End Transmission": l'iniziale Believe/Revolt (Relocation blueprint) è curato da tale Bill Snow, il conclusivo Exile etiquette (Only british people can fly) è opera di Ocelot Mthrickrs dei The Rise (band della scuderia Ferret), mentre di quello di Ten A.M. se ne è occupato in prima persona il chitarrista Frank Vicario. Tra ambient, techno e jungle, questi interventi riescono a donare un'indovinata nuova profondità ai brani in esame. Per quanto riguarda le cover, i re incontrastati del nuovo hardcore rendono omaggio a due dei loro maestri ispiratori, Perry Farrell e P. Hamilton, reinterpretando a modo loro Mountain song e Blacktop, anche se è con le ludiche versioni di Gates of steel e di Freedom of choice dei Devo che stupiscono! Un disco fatto chiaramente ad uso e consumo dei sostenitori degli Snapcase, per i quali un regalo migliore per questo Natale non poteva esserci.
01. Believe/Revolt
02. Dress Rehearsal
03. Blacktop
04. Skeptic
05. Ten A.M.
06. New Academy
07. Mountian Song
08. Depth of Field
09. Freedom of Choice
10. Gates of Steel
11. Makeshift Tourniquet
12. Exile Etiquette
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giovedì 20.11.03 :: unsane :: posted by fufa
Uno dei più importanti gruppi della scena underground di New York, capaci di fondere il genio proprio di gruppi fondamentali come Sonic Youth, Swans e Foetus insieme all'aggressività tipica dei Sick of it all. Partendo dal "noise-rock" di New York, ne aumentano il volume e la frenesia, lo trasformano in un uragano frastornante e fragoroso e lo sposano ad atmosfere angosciate e apocalittiche. Il risultato è una delle musiche più potenti e agghiaccianti degli anni novanta. Si sono riuniti per celebrare l'ultimo lavoro intitolato "Lambhouse", un cd-rom e un dvd che raccolgono il meglio della loro discografia, i quattro video ufficiali più una ventina di filmati che li riprendono durante alcuni concerti negli Stati Uniti tra il 1992 e il 2003. Da non perdere assolutamente l'unica data italiana il 4 dicembre al Bloom di Mezzago (MI), ingresso € 12,00.
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martedì 11.11.03 :: noise institutive of civilade :: posted by fufa
A parte l'evidente storpiatura del nostro nome c'è soltanto del buono (finalmente!) nella recensione di "2002" realizzata da Fabio Tosi e pubblicata da poco su idbox.it, portale dedicato interamente alla musica: "Interessanti questi Noise Institutive Of Civilade, band friulana che mette su disco il proprio mix sonico fatto di noise, hardcore e crossover. La prima band che mi viene in mente sono gli Helmet, alla quale credo che questo gruppo si ispiri, ma molti sono gli elementi che plasmano il suono dei NOIOC, e che lo rendono personale e gradevole, il binomio Jesus Lizard/Shellac sembra tra questi, poi anche Melvins e oserei dire pure Faith No More. È un vero e proprio turbine di emozioni "2002", che passa in rassegna rabbia, riflessione, protesta e tanta "arte" ad impaccare il tutto. Già l’artwork proposto ne è la prova, e la musica non è certo di quelle che vengono scartate al primo ascolto, soprattutto la sincerità della proposta eleva la band in questione. Sembra esserci tanto cuore a reggere le idee di questi quattro ragazzi. I riffs taglienti e acidi con una voce "polemica" e i frequenti cambi nei pezzi sono la matrice del suono dei Noise Institutive Of Civilade. In Italia ultimanete (sul genere) sono alla ribalta i One Dimensional Man, chissà che non tocchi proprio a loro crearne un seguito".
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venerdì 10.10.03 :: "2002" su "La Dolce Vita" :: posted by fufa
Sul numero di ottobre del magazine "La Dolce Vita", Mauro Missana, deus ex machina di Radio Onde Furlane (la radio libere dai furlans), recensisce così "2002": "I NO.I.O.C. sono decisamente bravi nel loro genere, ma hanno il brutto vizio di non registrare decentemente. Come nello scorso disco, c'è un muro di chitarre che si erge a protagonista e parte ritmica quasi di sottofondo. Non metto in dubbio che si tratti di una scelta, ma sono del parere che si potrebbe dare meglio. L'Istituto del Rumore della Città Ducale è un gruppo che ci sa fare, come dimostrato dalle esibizioni dal vivo, spaccano come pochi, suonano bene e non copiano pedissequamente come tanti altri. C'è voglia di dare qualcosa di più e si sente. Nelle tracce iniziali rimane soltanto la voglia. Mi piace "Kelly" e da qui il disco sembra interessante. "Young Lust" continua sullo stesso piano. Cresce, insomma. Al punto che mia madre mi chiede cos'è questo "rumore" e il cane dei vicini abbaia convinto. Buon segno! Ma è "Disorder" che mi convince, come se nel finale avessero voluto comunicarci qualcosa che prima era come "inceppato". Qualcuno li chiama gli Helmet friulani, con una carica dirompente che comunque va dalla parti di qualche derivato del punk. Li aspetto all'esame di maturità."
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giovedì 18.09.03 :: demokrazia o idiozia? :: posted by fufa
Dopo aver letto su Rumore di settembre la recensione del nostro ultimo cd, sono rimasto sbalordito e senza parole. Non tanto a causa della forma goliardica usata dal "Predicatore" per giudicare il nostro demo, quanto per l'assoluta incompetenza da lui dimostrata nel definire la nostra musica. Paragonarci a Korn e Rage Against The Machine mi pare oggettivamente senza senso e mi chiedo come mai Rumore si ostini ad affidare a personaggi sconosciuti ed impreparati una rubrica così seguita. La risposta è semplice: vendere, vendere ad ogni costo! Pensata in questo modo, infatti, Demokrazia suscita maggiore interesse fra i lettori e fa certamente aumentare la tiratura, ma allo stesso tempo questo atteggiamento va a discapito della serietà e della professionalità della rivista. Rimpiango i bei vecchi tempi quando era Luca Frazzi a commentare, forse in modo eccessivamente critico ma comunque sempre lucido e razionale, i cd realizzati da gruppi che contavano proprio sulla sua competenza per trarre una indicazione plausibile sulla qualità del loro lavoro. Concludo questo mio breve intervento invitandovi a leggere le illuminate parole del "Predicatore", nella speranza che in futuro la rubrica sia affidata nuovamente ad un giornalista con le palle: "I Noise Institute of Cividale fanno il solito crossover kornuto con il cantato alla RATM che a me ha francamente rotto i ciglioni finti, però si vede almeno che dietro di loro c'è un progetto: che sarà anche quello di trombarsi tutte le minorenni in circolazione ma che è pur sempre un progetto. Ergo. Che non è una delle sette sorelle. Se vi piace quella musica chiamateli a casa vostra, almeno le vostre bambine si divertiranno un po'."
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martedì 02.09.03 :: metalmaniafest :: posted by fufa
Per tutti coloro che hanno disertato la trasferta di Komen e quindi non hanno potuto assistere al nostro concerto, ecco alcune delle immagini rubate da Katrien durante la giornata trascorsa al Metal Mania Open Air 2003.
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giovedì 31.07.03 :: recensione :: posted by fufa
Date un'occhiata al sito www.themurderinn.it e potrete leggere cosa ne pensa Alberto, cantante degli Slow Motion Apocalypse, della nostra ultima fatica discografica. Ecco alcuni brevi stralci della recensione: "Convince davvero questo mini di cinque pezzi; si parte con le chitarre stoppate di "Purest" e state certi che non starete fermi anche se dura pochissimo... "Kelly" rallenta il ritmo aprendosi a dissonanze chitarristiche e voce megafonica; batte costante ed ossessiva me non esplode mai. "Young lust" è la conferma che il combo ci sa fare, anche se i freni sono ancora un po'tirati. Credo sia proprio questo il punto: le melodie sono buone ed i pezzi girano ma un pizzico di violenza in più, sarebbe la cigliegina su questa torta bella ed elegante. "Disorder" chiude questo quarto d'ora scarso con un giro alla Deftones... ed un refrain bello scuro come si comanda alle colonne sonore delle gioventù maledette...".
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sabato 22.07.03 :: "2002" recensito su BlowUp :: posted by fufa
Non c'è che dire, si tratta proprio di una bella soddisfazione. Non capita spesso di leggere una recensione così positiva ed equilibrata come quella che la rivista BlowUp (sul numero di Luglio/Agosto) ha riservato al nostro ultimo cd nello spazio Homemade dedicato alle autoproduzioni: "Cosa distingue il quartetto friulano dalle molte band indie-noise-metal-crossover d'Italia e dai molti demo che qui stanno passando (e di cui si parlerà prima o poi)? Il divenire gli strumenti e la voce una cosa sola, fluido scorrere di elettricità turgida (Kelly). La stilizzazione del suono, ridotto a forma essenziale ma trascinante (Purest ha un riff dei Wire...). Il rendere tascabile e (sop)portabile il genere (e inutile tutto il resto). Ricordarci gli Squirrel Bait (Clear). Procuratevelo."
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sabato 14.06.03 :: recensione :: posted by fufa
Da non credere, il Gorillo dalle pagine della rivista Network spende buone parole per il nostro ultimo cd (anche se un appunto appare doveroso: suoniamo insieme ormai da otto anni e sentirci definire band "emergente" ci fa girare le palle!): "A dispetto del titolo, questo mini di 5 pezzi per un quarto d'ora complessivo, è di quest'anno e - diciamolo subito - spacca! Tutto ciò per evitare di fare come i NO.I.O.C. che per far vedere quanto veramente valgono ci mettono ben 5 canzoni. Permettetemi un consiglio, voi band emergenti: la scaletta. Giocatevi le vostre carte migliori subito, magari non tutte, ma qualcuna sì, qualcuna deve essere il primo pezzo. Gli addetti ai lavori solitamente sono pigri e ricevono vagonate di roba, per cui se qualcosa non suona interessante dal principio, c'è il rischio che il resto non venga neanche ascoltato. In fondo è lo stesso per chi sente un disco in negozio: nella maggior parte dei casi si mettono su i primi pezzi per farsi un'idea e poi comprare o no. In "2002" i primi pezzi non sono male ma non dicono nulla a parte il furore compresso di un gruppo noise (che scoperta!) geometricamente helmettiano. E vabbè. Ma la vera grandezza della band viene fuori quando si mollano, le chitarre cominciano a lasciarsi andare e ai riff quadrati subentrano dei giri quasi stoner potentissimi mentre la voce si fa più melodica e straziante. Dal terzo brano in poi è un crescendo che culmina in "Disorder" dove siamo ai livelli dei Cavity di "On the lam" o dei Cable di "Northern failure". Mi auguro di tutto cuore che il prossimo disco dei NO.I.O.C. cominci esattamente dove finisce questo perchè in tal caso ci troveremmo di fronte ad un qualcosa di micidiale davvero. Concisi e rocciosi, procedendo nella direzione indicata dall'ultimo brano posssono seriamente diventare una band molto apprezzata "trasversalmente". Sono già molto di più che una promessa. Non vedo l'ora di vederli live. Scaletta del cd a parte, NO.I.O.C. kick ass!"